BOLOGNA INASPETTATA

Io e Marco nel primo weekend del mese ci siamo concessi una gita a Bologna.

Io c’ero già stata anni fa ma ricordo giusto il classico giretto in Piazza maggiore e le Torre degli Asinelli, Marco non c’era mai stato.

Per me è una soddisfazione andare in giro per città con lui perché ha una curiosità infinita e vuole vedere tutto. Così prima di partire mi devo sempre premunire di guide e di fare ricerche su internet per scovare curiosità e luoghi inediti.

Ovviamente non scampo al Tour classico, comprensivo di salita sulla Torre, che per mia sfortuna ha una scala di legno aperta  e così mi faccio quasi 500 gradini e 100 metri in salita e discesa pietrificata dalla paura. Ma Marco non ha avuto pietà. Però la vista merita.

BOLOGNA INASPETTATA
Panorama dalla Torre degli Asinelli
BOLOGNA INASPETTATA
Panorama dalla Torre degli Asinelli- Basilica di San Petronio e piazza Maggiore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono più che certa che conosciate la maggior parte delle cose da vedere a Bologna e che sappiate che si mangia molto bene. Per questo ho scelto solo due, anzi tre, cose molto particolari da raccontarvi.

Molto vicino alla Piazza Maggiore, in Via Clavature 8/10, c’è una piccola Chiesa, La Chiesa di Santa Maria della Vita, oggi facente parte del percorso monumentale Genius Bononiae.Musei della città.

La mia guida consigliava di entrare per osservare il “Compianto del Cristo morto” modellato nella seconda metà del ‘400 da Niccolò dell’Arca. Io non sono un’intenditrice di arte quindi non sapevo cosa aspettarmi ma quello che mi sono trovata davanti mi ha lasciato senza parole.

Una scultura a  grandezza naturale, composta dalla figura di Gesù, morto giacente nel mezzo, smunto, con la bocca socchiusa e con la testa reclinata, e attorno al suo corpo, in posizione semicircolare, altre sei figure, con espressione di grande dolore e strazio. Opera prima dell’artista Niccolò d’Apulia, detto dell’Arca per un’altra opera da lui realizzata, trasmette in ogni raffigurazione la tragicità della morte di Gesù, elemento di novità per l’epoca. Infatti era abitudine raffigurare il dolore in maniera più composta e nella stessa Bologna, da allora, si è utilizzata l’immagine di questa Maria, straziata dal dolore, come similitudine di bruttezza, («la par omna dal Mari d’la Vetta») e si minacciavano i bambini capricciosi di essere portati al cospetto delle donne scolpite, quasi fossero streghe ((«At port’ al vadr al burdi!»).

 

BOLOGNA INSPETTATA
Gesù nel Compianto del Cristo morto

Ciò non deve stupire perché all’epoca il complesso scultoreo non fu affatto apprezzato proprio per questa tipicità e solo in epoche successive si poté apprezzare lo sforzo compiuto dallo scultore per renderla tragica e reale.

BOLOGNA INASPETTATA
Compianto del Cristo morto in Chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna

La scultura è ad oggi considerata un verocapolavoro della scultura quattrocentesca per la drammaticità e la forza che trasmette.

Lo stesso D’Annunzio rimase ammutolito quando capitò nella chiesa per ascoltare musica sacra e vide inaspettatamente la scultura.

Subito a a sinistra troviamo Giuseppe d’Arimatea, inginocchiato con il martello in mano e la tenaglia nella cintura. Fu lui a chiedere a Pilato il corpo di Cristo e lo depose nella tomba che aveva predisposto per sè.

A seguire vi è Maria di Giuseppe, discepola di Gesù e madre di Giovanni l’Evangelista, che si trova a sinistra della Madonna, che con le mani poste sulle cosce quasi ne ghermisce le carni dalla disperazione. Poi troviamo la Madonna a mani giunte, che piange, il volto trasfigurati dal dolore e dal pianto.

BOLOGNA INASPETTATA
Madonna nel Compianto del Cristo morto di Niccolò dell’Arca

Accanto alla Vergine il più composto San Giovanni Evangelista, al centro della scena, che piange sommesso, il volto contenuto nel palmo della mano. La sua figura al centro quasi spezza e riequilibra il senso di tragicità trasmesso dalle figure femminile che sono di grande impatto.

Troviamo, infatti subito dopo alla sua sinistra, Maria di Cleofa e Maria Maddalena, in atteggiamenti ancor più disperati di quelli della madre di Gesù.

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Maria di Cleofa
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Maria Maddalena

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Entrambe sono raffigurate con un urlo dipinto sul volto. Lo strazio si coglie in ogni loro movimento. E di questo si può parlare perché lo scultore ha ben reso l’arretrare disperato con le mani protese quasi a farsi schermo e a rifiutare l’accaduto di Maria di Cleofa e il giungere di corsa, trafelato, ai piedi di Gesù  di Maria Maddalena.

E’ proprio quest’ultima che mi ha colpito maggiormente. Mentre l’insieme è comunque abbastanza statico, benché pietrificato dal dolore, quello di Maria Maddalena è ancor più  tragicamente trasmesso da questa corsa, resa evidente dal movimento delle sue vesti, del copricapo, dall’incedere della sua gamba sinistra. Sembra quasi di sentirla gridare, disperata, che è arrivata troppo tardi.

Sono rimasta seduta ad osservare in silenzio il gruppo scultoreo, come se fosse una scena teatrale, per alcuni minuti e vi assicuro che non si può non uscirne scossi.

Rimanendo nel religioso l’altra particolarità che merita un’approfondimento è la Chiesa di San Luca.

BOLOGNA INASPETTATA
Chiesa di San Luca

Peccato che abbiamo scelto di andarci di sabato che era leggermente nuvoloso.

La Chiesa si trova sul Colle della Guardia ed è legata al culto dell’immagine della Beata Vergine di S.Luca e la sua costruzione risale al 1700, in sostituzione di una precedente chiesa quattrocentesca.

Ad ogni modo pur con il tempo nuvoloso abbiamo goduto dal terrazzino panoramico della cupola della vista del Reno, di Casalecchio del Reno e dei monti e dei colli innevati tutt’attorno, fino a Modena, e del centro storico della città. Il vento aveva spazzato via le nuvole basse e la vista era splendida. Cento gradini ma questa volta al chiuso!

La particolarità di questa chiesa, molto cara ai bolognesi, è che sin dal sua costruzione, solevano recarsi a piedi, per espiazione dei peccati fino in cima al colle; ma nel tempo il sentiero per inerpicarsi, inizialmente in piano e poi in salita per due chilometri, tendeva a cancellarsi e a essere troppo impervio e impraticabile.

Così, come già fatto con la Basilica di San Petronio costruita interamente con i fondi dei cittadini, si sono autotassati e hanno costruito il portico più lungo del mondo. Avete capito bene, del mondo!

E’ un portico coperto di quasi 4 km (3796 mt) che parte dalla Porta Saragozza, in centro città, passa per l’Arco del Meloncello, da cui iniziano i 2,4 Km in salita fino al Santuario. E’ composto da 666 arcate, numero simbolico rappresentante il demonio, che si dipartono dalla città fino ai piedi del Santuario, come se fosse un serpente, schiacciato appunto dal piede della Madonna. Le arcate sono intervallate da 15 cappelle e su ognuna di essa vi sono una o due targhe di voto o di commemorazione di cittadini che hanno contribuito al restauro per ringraziare la Madonna o per lasciare un a persona cara nelle Sue amorevoli mani.

Io e Marco, che non abbiamo peccati da espiare, abbiamo preso un comodo trenino che parte da Piazza Maggiore della CityBoExpress  e se avete poco tempo, o poco fiato, ve lo consiglio. Inoltre una guida con auricolare vi spiega e racconta la storia del Santuario. In un’ora vi porta sul Colle e poi, come abbiamo fatto noi, potete fare un paio di km a piedi, in discesa. Oltretutto quei due km sono i più interessanti e panoramici e in discesa, esentati dalla fatica, vi permettono di cogliere i cambi di prospettiva della vista e la dinamica del percorso.

BOLOGNA INASPETTATA
l’ultimo tratto del portico prima di accedere al Santuario
BOLOGNA INASPETTATA
vista del santuario dall’ultimo tratto del portico
BOLOGNA INASPETTATA
portici di san luca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell’ascolto della visita guidata ho potuto ascoltare la leggenda di Teocle, che narra come la Bizantina Icona della Madonna con bambino potrebbe essere giunta fino al Santuario  e della tradizione del pellegrinaggio delle Sacra figura che si ripete ogni anno, dal Santuario fino alla Basilica di San petronio, per ricordare il “miracolo della pioggia”, ossia di quando l’ingresso del’immagine della  Vergine nella città fece interrompere delle incessanti piogge primaverili che rischiavano di rovinare i raccolti. Era il 5 luglio 1433 e da allora il Pellegrinaggio si svolge tutti gli anni. Rigorosamente a piedi.

Infine io e Marco, dopo aver ripreso il trenino all’altezza dell’Arco del Meloncello per farci riportare in centro,  ci siamo messi alla ricerca di un’altra curiosità bolognese.

I canali di Bologna.

Nelle varie ricerche fatte on line prima di partire veniva segnalata questa particolarità, i canali nascosti, la piccola Venezia, da andare a scovare.

Bologna è sempre stata una città d’acqua ma la maggior parte dei canali sono stati interrati negli anni ’50. Ultimamente si sta riscoprendo e rivalutando, anche dal punto di vista turistico, questa sua “natura acquatica” e per chi avesse più tempo esiste anche una app che si chiama Canali di Bologna e vi porta alla scoperta di tutte i segreti dell’antico sistema di vie d’acqua nascoste sotto la città.

Noi ci siamo limitati alle vedute cittadine, piccoli scorci che compaiono tra una via e una finestra rubata ad un muro, tutte viste che sono state da poco aperte per permettere di far conoscere questo lato ancora ‘inaspettato’ per un turista a Bologna.

Ecco le immagini.

BOLOGNA INASPETTATA
Canale di Bologna- Via Piella
BOLOGNA INASPETTATA
Canale di Bologna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Infine, se volete provare un’emozione da dodicenni, difficili da stupire, ma questa volta ci sono riuscita!,  quando vi trovate in Piazza Maggiore, dando le spalle alla Basilica di San Petronio, procedete fin sotto il Voltone di Palazzo del Podestà; vi troverete in un quadrato, un crocevia. Ci sono quattro angoli, ebbene ponetevi a coppie faccia al muro a due angoli opposti e parlate sottovoce. Vedete che succede.

Con questo spero di aver acceso la vostra curiosità!

Grazie per la lettura.