I macchiaioli, mostra a Genova

I macchiaioli, mostra a Genova
Atrio palazzo della Meridiana

Lungi da me volermi spacciare per intenditrice o critica d’arte, ma in questo campo ho le mie preferenze e una sana curiosità. Penso che la curiosità sia il sano motore della conoscenza e cerco di non perdere occasione per imparare qualcosa.
A volte le nostre città, Genova nel mio caso, offrono piccole mostre facilmente visitabili meno impegnative di un museo o di una pinacoteca. Si può godere di una mostra o di un’esposizione senza essere necessariamente degli esperti. Basta avvicinarsi con lo spirito giusto e magari ci si prende anche gusto. A me è successo così. Ho iniziato molto tardi ad andare per mostre e come spesso capita poi una tira l’altra.

Questa volta ho voluto approfittare della mostra ‘I macchiaioli’ presso Palazzo della Meridiana. La mostra è iniziata il 14 settembre e terminerà il 9 dicembre. Un consiglio che vi posso dare, se fosse la prima volta che vi avvicinate ad una mostra, è di farvi accompagnare da qualcuno di appassionato all’arte o che comunque ne sappia qualcosa. Io ero in compagnia di due amiche più esperte di me e questo è sempre un valore aggiunto. Inoltre non mi vergogno di chiedere, perciò faccio domande senza ritegno. Sappiate che chi sa le cose spesso è ben contento di condividerle.
In questo mio articolo vi esporrò maggiormente come è sviluppata la mostra e darò davvero pochi cenni sul movimento perché potrei togliervi il piacere di andare a visitarla. Pubblico alcune foto, fatte con il cellulare e dove a volte si vedono anche le luci del soffitto riflesse solo per dare un esempio dello svolgimento. A me è piaciuta molto, i quadri non sono moltissimi, circa una cinquantina, ma molto significativi per capire l’evoluzione, le caratteristiche e le varie fasi del movimento.
Innanzitutto si entra nel meraviglioso atrio del Palazzo della Meridiana, posto nell’omonima piazza tra Via Cairoli e Via Garibaldi, e ingresso sito in salita di San Francesco al civico 4. L’atrio è ampiamente decorato e nella parte centrale è ornato da una vetrata a soffitto molto colorata. Il pavimento è in marmo bianco e nero.

I macchiaioli, mostra a Genova
pavimento dell’atrio di Palazzo della Meridiana
I macchiaioli, mostra a Genova
vetrata del soffitto dell’atrio di Palazzo della Meridiana

Si accede alla mostra dall’atrio direttamente e nella prima sala si può vedere un breve video, con la voce narrante di un presunto Telemaco Signorini che espone brevemente nascita e momenti del movimento dei Macchiaioli, così sarcasticamente chiamati nell’ambiente accademico. La culla è Firenze e l’epoca è la meta dell’ottocento. Per motivi storici ben descritti dai tabelloni esposti nelle sale il movimento durò solo fino alla fine degli sessanta. Un ventennio, quindi, nel complesso.
Gli stessi autori mantennero la definizione di Macchiaioli, usata inizialmente con senso dispregiativo, per autodefinirsi in quanto incarnava il loro lavoro in maniera precisa.
La prima sala con il video è anche esposizione delle caricature e ritratti che loro stessi si facevano all’interno del Bar Michelangiolo, loro ritrovo abituale per un decennio, prendendo spunto da quelli che sulle sue mura avevano trovato collocazione. Nel 1893 Telemaco Signorini ne pubblicò una collezione a ricordo degli anni d’oro del Caffè Michelangelo, dove si riunivano tutti gli artiisti e gli intellettuali dell’epoca e da dove partì un certo fermento innovativo. Questo è il contenuto del primo cartellone espositivo, accanto ad una gigantografia di una foto di gruppo con diversi esponenti del movimento dei Macchiaioli.

Dopodiché si accede alla prima vera e propria saletta.

Il cartellone spiega Cos’è la macchia e racconta delle influenze della pittura francese e di artisti come Manet. Si spiega cosa è la scuola di Barbizon, da cui i macchiaioli prenderanno spunto per le loro rappresentazioni en plain air.

Il primo dipinto che ci appare in questa sala è quello sotto riprodotto ed è esempio dell’inizio della pittura macchiaiola.

I macchiaioli, mostra a Genova
Villa Salviati, 1856
Serafino da Tivoli

Le origini della ricerca macchiaiola è il secondo cartellone esplicativo. ‘La macchia è un mezzo per catturare il vero nelle sue più immediate impressioni’. La macchia diventa quindi il fine, non il mezzo. Il dipinto apparirà come un insieme di macchie e differenze di chiari scuro, con poche definizioni. Per gli accademici dell’epoca i loro dipinti erano appunto definiti come ‘appena abbozzati’.

Uno dei fondatori del movimento è Telemaco Signorini, di cui sono esposte diverse opere. Sue furono le opere rifiutate dalla Giuria di un’esposizione nel 1856 per eccesso di chiaroscuro. Il movimento era quindi nato.

Altro esponente importante è Vincenzo Casabianca. Suo è l’ombrellino qui sotto riportato ed utilizzato come immagine del depliant della mostra.

I macchiaioli, mostra a Genova
L’ombrellino
Vincenzo Cabianca 1859

La macchia nasce come strumento per ritrarre la realtà. Non si vuole appositamente descrivere i dettagli che ad occhio nudo non si colgono e si utilizza direttamente il pennello su tela, senza il disegno. Questo dipinto ne è la prova. Si vedono le macchie che determinano le due figure, l’ambiente circostante, vediamo la luce che arriva come un raggio da dietro il dipinto, ma non possiamo vedere i volti ben definiti, o le dita delle mani, le stecche dell’ombrellino.

Gli artisti si trovavano a dipingere insieme e si emozionavano alla vista di macchie di colore visibili ad occhio nudo nell’ambiente circostante.

“Bell’epoca! Bastava la vista di un bucato steso perché il bianco dei panni sul fondo grigio o verde gli facesse andare in frenesia”.

Il soggetto storico e letterario è il pannello che ci aiuta a collocare l’utilizzo dei temi storici all’interno del movimento.

In questa scena romantica di Banti per esempio, l’utilizzo di un tema medioevale in costume  è uno strumento per lo studio della macchia, degli effetti della luce e dei contrasti luminosi.

I macchiaioli, mostra a Genova
Scena romantica
Cristiano Banti

Diversamente invece Silvestro Lega, in questa  sua tela giovanile, mostra la sua vicinanza alla scuola purista , che si rifà al 1300, ma nello stesso tempo inizia a contaminare la sua pittura con il naturalismo europeo. Lega comunque non si allontanerà mai completamente dalla scuola purista e dalle regole della pittura quattrocentesca.

I macchiaioli, mostra a Genova
Tiziano e Irene di Spilimbergo
Silvestro Lega

Tutto ciò viene bel spiegato nel cartellone Il rapporto con l’Accademia e il Purismo: si capisce l’eterogeneità del panorama pittorico dell’epoca e la necessità di rivolgersi ad altri modelli, non volendo considerare i classici come unica fonte di ispirazione, pur rispettandoli.

Altro esempio di rappresentazione realistica di una scena ambientata nel passato è la tavola sotto riportata.

I macchiaioli, mostra a Genova
Dante nel Casentino, 1865
Vincenzo Casabianca

Con L’epopea risorgimentale si spiega cosa avviene durante le guerre di indipendenza e come ciò modifica la pittura. I pittori si buttarono anima  e corpo nelle battaglie e alcuni, come il giovane ventottenne Raffaello Sernesi  vi perirono. Le varie esperienza di battaglia e di incontro con altre realtà fornirono loro spunti per i loro dipinti, dove la guerra però venne rappresentata con temi non eroici o epici, bensì nei suoi momenti di accampamento, riposo, senza ovazione alcuna ad eroi o gesta memorabili. Fattori è uno dei maggiori esponenti di questo tipo di soggetti e il seguente ne è un esempio, nonostante lui fosse tra i pochi mai arruolatosi.

I macchiaioli, mostra a Genova
La lettera al campo
Giovanni Fattori
1873-1875

La sala e il tema successivo approfondiscono i Paesaggi.

Dopo un breve excursus storico del tema del paesaggio nella pittura italiana, il cartellone ci racconta come i macchiaioli si avvinarono ad esso per cogliere frammenti di realtà secondo le istanze della pittura dal vero, facendolo divenire campo di sperimentazione. Ci introduce inoltre l’inizio dell’utlizzo della fotografia, approfondito più avanti.

Alcuni esempi di paesaggi esposti:

I macchiaioli, mostra a Genova
Paesaggio con alberi
Eugenio Cecconi
I macchiaioli, mostra a Genova
Marina con barche e pescatori, 1861
Vincenzo Casabianca

Probabilmente, nonostante il titolo, vi è rappresentato il Lago di Massaciuccoli.

I macchiaioli, mostra a Genova
Strada solitaria
Giovanni Fattori

Dipinta sul coperchio di una scatola di sigari la tavoletta è un bell’esempio di paesaggio dei macchiaioli.  Purtroppo dalla foto non si possono apprezzare le diverse tonalità di verde di cui è ricco il dipinto, motivo per cui vi invito ad andare a vedere la mostra e a cogliere dal vero quanto sto provando a descrivervi.

Il prossimo dipinto, uno dei miei preferiti, può ben essere significativo per capire la connessione tra I macchiaioli e la fotografia.

I macchiaioli, mostra a Genova
Mercato del bestiame 1864 Telemaco Signorini

Agli inizi del 1860, dopo le guerre del Risorgimento, i pittori si ritrovano con rinnovato vigore e dal 1861 si riuniscono in una base comune:  I soggiorni a Castiglioncello. Qui infatti Diego Martelli eredita una casa che diviene quartier generale. Il luogo è di particolare ispirazione agli artisti e vengono prodotte alcune delle opere più importanti.

I macchiaioli, mostra a Genova
Punta Righini- Castiglioncello
Raffaello Sernesi

Anche questo dipinto dal vero è splendido, la foto non rende giustizia.

I macchiaioli, mostra a Genova
I fidanzati
Silvestro Lega

Questo dipinto di Silvestro Lega è nella parte finale della mostra e mai come in questo caso una semplice raffiguarazione non serve  a capire cosa si provi guardandolo. Io ho come avuto l’impressione che le figure fossero sospese nel dipinto. La bambina accucciata sembra venire fuori dal quadro stesso. Quello che dovrebbe essere il soggetto è in realtà defilato, raffigurato di spalle ma non per questo meno importante. L’aria è romantica. Il cielo è rosa. Si avverte una certa languida quiete, ma anche malinconia. Questo mi è piaciuto tanto!

La mostra si conclude con Dopo la macchia.

Firenze entra in crisi economica ed artistica. Verso la fine degli anni 60 il gruppo si disgrega e pur mantenendo buoni rapporti ognuno segue una propria strada, ma alcuni di loro,come Fattori avranno comunque aperto la strada alla ricerca del secolo seguente e ad artisti come Modigliani.

La mostra merita. Non so se la mia stringata descrizione vi ha fatto venire voglia di andare a vederla, ma io me lo auguro. Pur leggendo tutte le didascalie ci vuole solo un’oretta. Il costo è 10 euro  e l’orario dal martedì al venerdì dalle 12 alle 19, sabato e domenica dalle 11 alle 19. Lunedì chiuso.

Per info e prenotazioni gruppi: tel. 0102451996

Per concludere la mia bella giornata, arrivata a Pra’ e scesa dal treno mi hanno regalato un tramonto con i fiocchi, dopo la pioggia…

I macchiaioli, mostra a Genova
Pra’ dopo la pioggia
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