RUMORE

Rumore

Nella vita di tutti i giorni siamo circondati da tanti rumori. Sono rumori fastidiosi, spesso irritanti. Gente che urla o che parla a voce alta, i clacson della auto, i motori, le sirene delle ambulanze, le suonerie dei telefoni, il vociare di certe sale d’aspetto, il fischio di un treno che fa sussultare al binario, un aereo che infrange la barriera del suono… La stampante in ufficio che resta in standby otto ore su otto, con quel ronzio incessante e solo quando si spegne ti accorgi di quanto ti sia entrata nel cervello.
Così agogniamo il silenzio.
Ma avete mai sentito la bellezza del verso del cuculo? O vi siete seduti verso sera sulla spiaggia ad ascoltare lo sciabordio delle onde? Il frinire delle cicale… Assordante, sì. Ma non disturbante. Quasi una litania. Avete mai posto tutta la vostra attenzione al lieve rumore delle foglie degli alberi mosse dal vento? O al fragore di una cascata e al chiacchiericcio degli abitanti di un prato? Ciò che più mi colpisce del pensiero che mi è sorto stasera è la duplice bellezza delle parole e dei versi e rumori che descrivono. Sentite che bello il ticchettio dei tacchi su un selciato di notte. Il nitrito dei cavalli, nei campi sotto la luna. Il ruggito del leone, sotto il baobab nella savana. Lo sgocciolio del rivolo d’acqua che scivola dalla stalattite in una grotta buia. I gorgheggi di un neonato. L’ovattato silenzio surreale della neve. Potrei andare avanti per ore. Amo le parole. Le amo perché mi evocano immagini. Se dico barrito vedo un elefante. Se dico frusciante vedo tessuti serici, se dico ronzio vedo l’ape e vedo i fiori… Vedo i prati. E sento, sento tutti questi versi e rumori che necessitano di un po’ di silenzio attorno per essere uditi, un po’ di attenzione da parte nostra. Un po’ di evasione dall’inquinamento acustico di cui soffriamo.

Avete voglia di scrivermi versi e rumori evocativi? Vi lascio con il dolce suono di un bacio , labbra protese che si incontrano e si lasciano per inviare uno schiocco…

Dopo aver pubblicato queste righe mi sono arrivati alcuni suggerimenti di rumori soft, piacevoli ed evocativi. Eccoli.

Giulia mi scrive: il delicato rumore della pioggia autunnale nel bosco, quando ti sorprende nel bel mezzo di una camminata pomeridiana… Vero. Chiudo gli occhi e immagino: La pioggia rimbalza sulle foglie, scende attutita su muschi e licheni, le gocce si rincorrono e a volte si sfiorano; un rigolo si forma e scorre tra le pietre, forse zittisce gli animali del bosco e l’atmosfera cambia. Massimo ha aggiunto: e il ticchettio suadente compone melodie profumate, tra i rami…

Che meraviglia!

Anche Angela mi suggerisce, in abbinamento al ricordo olfattivo del ragù della mamma, il rumore della macchina della pasta, l’Imperia, che tira la sfoglia. E’ un rumore ritmico, confortante. Casalingo. Quello che forse anche oggi che siamo grandi e donne fatte ci piacerebbe sentire per sapere che c’è qualcuno che si occupa di noi e che ci ama.

Impariamo a stare un po’ in silenzio. Per ascoltare il nostro respiro, il nostro cuore che batte e i sospiri del mondo attorno a noi. Siamo abituati ad affidarci alla vista e siamo sovraccaricati di stimoli.

Silenzio, per favore.

Ruomre

 

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