ASPETTANDO ALEMANTE

Ci siamo. Finalmente è arrivato “quel sabato”, l’ultimo sabato del mese in cui da 16 anni si svolge l’Alemante Festival.

Io lo sapevo che mi sarei trovata davanti a questo spazio bianco e avrei dovuto riempirlo di bellissime parole e sapevo che avrei avuto la sindrome da pagina vuota, una specie di ansia da prestazione perché parlare dell’Alemante, ragazzi, mette un’ansia!

E invece sono qui e in effetti ancora non so cosa scriverò, ma lo devo fare. So di doverlo e volerlo fare.

La molla finale è stata incontrare Marco, un amico, stamattina alle 6 al bar, vestito da lavoro e senza necessità di spiegazioni gli ho chiesto:

“Vai a lavorare al piazzale?”  e lui: “E’ dalle quattro e mezza che lavoriamo e ha fatto anche una bella ramata di acqua!!”

Poi io, ancora :”Ma sei in ferie?” e lui: ” Sì, sì…” , come se fosse la cosa più naturale del mondo essere in ferie per fare un lavoro non retribuito durante la notte.

L’Alemante era nella top list degli articoli che volevo scrivere. Ci ho girato attorno dei mesi, facendo anche qualche riferimento qua e là, aspettando di scrivere l’articolo principe del blog. Quello definito cornerstone. E invece…non ne avevo mai il coraggio. Così sono arrivata a due giorni prima senza averlo scritto…

Ma avete idea di cosa sia questa Festa? Di cosa rappresenti per tutti i ragazzi che lo hanno fortemente voluto e che da 16 anni si sbattono perché immancabilmente l’ultimo sabato del mese di giugno noi ci si possa emozionare e tutte le volte stupire di quanto grande sia il loro amore per l’amico Alessandro Mantero? Mi sembrava impossibile poter parlare di tutto quello che si muove attorno a questo Festival, ma lo farò.

Proverò a spiegarvi cos’è e perchè è così importante.

Il 14 luglio del 2002 un sarcoma si porta via un ragazzo di soli 24 anni. Il suo nome era Alessandro Mantero (da cui AleMante) e lo descrivono come un ribelle e testardo, ma simpatico e divertente. Un ragazzo bello che tutte le ‘babbe’ più piccole guardavano ammirate con gli occhi a forma di cuore, come ben ci descrive, nell’articolo del  suo blog, questa ragazza che lo ha conosciuto.

Lui affronta la malattia e le sofferenze della cura con la stessa tenacia e caparbietà con cui aveva affrontato la vita fino a quel momento. Gli amici restano attoniti di fronte alla sua repentina scomparsa e non se ne capacitano, lascia un vuoto assordante intorno a sé che loro fin da subito decidono di riempire con una manifestazione in suo ricordo.

Io non ho conosciuto Alessandro perché non sono originaria di Pra’ e forse non lo avrei nemmeno incrociato sulla mia strada perché ci separano sette anni, ma da quando sono qui è come se lo conoscessi. Come se non se ne fosse mai andato e camminasse sempre al fianco di suo fratello e dei suoi grandi amici. Loro non lo hanno lasciato andare e ce ne trasmettono un ricordo indelebile ogni anno che passa.

Ho appreso della sua storia dal libro ‘Là dove il sole incontra il luna’ di Silvia Laguzzi, che grazie alle testimonianze di chi ha voluto raccontarle chi era Alessandro e perché è nato L’Alemante ha permesso a tutti  di conoscerlo e di capire profondamente quale macchina di solidarietà  enorme si muova tutti gli anni. Il libro è stato stampato nel giugno del 2015 e tutto il ricavato della vendita è devoluto all’associazione  Alemante Friends.

In realtà per capire dovete venire. Davvero. Non vi posso descrivere la magia. C’è un’energia quel giorno, ovunque, che è palpabile. La tensione è alle stelle, si spera che non piova, che tutto vada per il meglio, che il lavoro di tanti volontari di un anno intero non sia vanificato da un inconveniente o un contrattempo. La buona riuscita dell’Alemante è troppo importante per tutti.

L’Alemante è un Festival, una grande Festa all’aperto, organizzata nel parcheggio della stazione di Pra’: detta Fascia di rispetto. Il palco è immenso e vengono disposte migliaia di sedie. Ci sono gli stand per poter mangiare. Tanto tempo fa c’erano solo i focaccini di Crevari, ora la scelta è degna della miglior fiera: Agnolotti del @C.C.R.T di Tagliolo, Salsiccia, Patatine e Hot Dog del Comitato per la Valorizzazione del Ponente – Pra’, Stoccafisso e Baccala’, Birra servita rigorosamente nel bicchiere da riciclare. Lo spettacolo prevede una parte musicale offerta da Emanuele Dabbono, che nel 2010 ha anche regalato una canzone al Festival : Ora giochi ala, scritta appositamente per ricordare Alessandro e Mike from Campo, rapper in genovese, e i Demueluin. Il presentatore è Max Novaresi, accompagnato dalla bella Elizabeth Kinnear, attrice. Quest’anno avremo nuovamente le gradite incursioni della iena Mauro Casciari.

Il resto dello spettacolo è dedicato al Cabaret e sul palco si alternano i migliori comici del panorama genovese, ma non solo, ricco di talenti. Quest’anno il cast è a sorpresa, ma non resteremo sicuramente delusi perché chi sta alla regia e tira le fila di tutti gli artisti è il bravo  Graziano Cutrona, autore televisivo e scrittore, che da anni segue il Festival  e mette, come tutti gli altri artisti , ci tengo a ricordarlo, la sua bravura, il suo lavoro e il suo tempo a completa disposizione senza alcuna forma di remunerazione.

Poi tocca a noi. Tocca a tutti noi partecipare e contribuire con oblazione volontaria all’ingresso e consumando agli stand o acquistando una maglietta ricordo. A quel punto gli sforzi di un anno intero, il sacrificio di tanti amici che da 16 anni vogliono ricordare l’amico con qualcosa di buono, la generosità di tutti quelli che si adoperano regalando il loro lavoro (da chi pulisce la zona i giorni prima, a chi monta stand e tutto il necessario, a chi serve per tutta la sera birra e focaccini, a chi ha scritto, chi canta, chi suona, chi ci fa ridere, tutti ma proprio tutti) ricadono su di noi  e allora dobbiamo, abbiamo l’obbligo morale di aderire alla raccolta fondi per l’obiettivo 2018:

quest’anno l’obiettivo è l’acquisto di un ECOCARDIOGRAFO portatile per i reparti di ematologia, oncologia e tmo del’IRCCS Giannina Gaslini di Genova. Uno strumento utile nella cura dei piccoli pazienti del reparto, indispensabile per non spostare i bimbi dal loro letto.

Nel 2017, leggo dal loro pamphlet distribuito nelle attività commerciali di Pra’ che sostengono l’Alemante, ma visibile anche dal loro sito QUI , hanno raccolto 80.202,20 euro e consegnato ben 14 dispositivi medici o materiale a Gaslini, Croce Azzurra di Borzoli e associazioni. Tutto elencato, tutto documentato. Vi rendete conto dell’enormità della cosa?

Anno dopo anno raccolgono cifre considerevoli e comprano dispositivi medici, ambulanze, culle termiche, materiale. Non fanno mai offerte in denaro. Si pongono un obiettivo e cercano di raggiungerlo, anche grazie al successivo torneo di calcio con annessa pizza al forno a legna.

Non so se ora che sono arrivata in fondo abbiate capito perché temevo così tanto scrivere questo articolo. Innanzitutto si parla di un ragazzo che non c’è più: un figlio, un fratello, un amico. E’ tremendamente delicato affrontare questo tema e parlare di tutte quelle persone che oggi io conosco e che nel corso di questi 16 anni in modi e momenti diversi mi hanno raccontato qualcosa di Ale o del loro impegno come Alemante Friends. Loro lo fanno col sorriso, lo fanno con una forza incredibile, lo fanno con la voglia di tenere vivo il ricordo di Ale, ma io mi sento un’intrusa. Mi sembra di non essere titolata a parlare di questo meraviglioso incanto a cui assisto ogni anno. La notte si fa magica, le persone arrivano spensierate, mangiano, bevono, ridono tutta la sera, si scherza, si gioca e si raccolgono fondi. Poi arriva il momento che le luci si abbassano, lo schermo si illumina con le immagini di Ale, la chitarra parte, Dabbono intona le prime note di Ora giochi ala e improvvisamente senti la pelle d’oca. Senti che lui è lì. Che non se n’è mai andato e anche se non lo hai mai conosciuto lo saluti con le lacrime agli occhi e ringrazi col cuore tutti i suoi amici che ogni anno permettono a questa magia di accadere.

Venite sabato sera a Pra’, sabato 30 giugno 2018, a farvi rapire da questa magia.

Gli Alemante Friends vi aspettano.

E anche io, che col cuore in gola sono riuscita ad arrivare fino in fondo al mio articolo.

alemante 2018

 

 

 

 

I BRUCIABARACCHE

Il cabaret a Genova.

Questo post l’ho scritto di notte, dopo lo spettacolo del 26 dicembre. L’ho scritto con l’intenzione di pubblicarlo qui, ma ancora non avevo aperto il blog e l’ho pubblicato sul mio profilo Facebook. Adesso mi sembra giusto riproporlo e chiedervi anche di condividerlo il più possibile perché la comicità a Genova è una cosa seria e dobbiamo farla conoscere a tutti!

Mi sono permessa solo qualche piccola modifica, rispetto a quello scritto alle tre di notte!

 

A me piace scrivere di emozioni, ma ridere non è un emozione, semmai è un azione. Però credo che sia l’azione che più si avvicina alla felicità.
Perché?
Dicono che ridere liberi le endorfine e questo ci faccia sentire bene. Anche mangiare il cioccolato libera le endorfine, ma fa pure male, ingrassa e fa venire i brufoli; anche fare l’amore libera le endorfine, ma non sempre è possibile. Ci vuole il partner, poi il tempo… poi la giusta atmosfera. Vabbé…
Anche correre libera le endorfine, ma io non corro nemmeno se mi insegue un leone e, pazienza, il leone avrà le endorfine a mille per una sera. Con la panza piena.
Quindi non mi resta che ridere.
Questo è il motivo per cui vado a vedere i @Bruciabaracche
Stasera avevo due posti prenotati, poi l’influenza bastarda ha messo ko la mia amica e siccome avere un posto prenotato ai Bruciabaracche è molto ambito ho scritto qui per vedere se qualcuno si volesse unire a me (e belin mi avete fatto andare da sola, ma peggio per voi!).
Ma… forse non tutti sanno cosa è o chi sono i Bruciabaracche.
Ecco. Ve lo spiego. Avete tempo, vero? Non sarò breve.
Ho conosciuto tanto tempo fa, ma non così tanto poi, Andrea Possa, accompagnato da Bruno Desole, sapevo di averlo già visto… ma non mi veniva in mente. E pensa che ti ripensa alla fine mi ha illuminato, hai presente “La Lella??” “Ma sssei fffuori?” No, eh, ancora non avete capito? Andrea è una metà dei Soggetti Smarriti. L’altra metà è Marco Rinaldi. Non solo comico. Anche scrittore. Ebbene, loro li vedevo da anni sul palco dell’Alemante e li ho sempre adorati. La loro interpretazione di Fogna e Campana è magistrale (non solo quello, ovviamente).
Così Andrea mi ha parlato di questo spettacolo, dove loro si presentano vestiti eleganti, che è una loro caratteristica, e insieme ad altri si alternano sul palco, con sketch vari.
Un cabaret, insomma.
Ma i Bruciabaracche sono unici. Primo perché l’affiatamento tra di loro è speciale, secondo, ridono con te. Sono contagiosi.
Si alternano sul palco:
Oltre ai già citati Andrea Possa e Marco Rinaldi: Daniele Raco, a cui vorrei dire, che sì, l’impiegato di banca ha chiamato anche me per uno sconfinamento di 20 euro, ma io ho iniziato molto prima di lui ha essere ehm, vera e sincera. E un po’ cattiva. Non vincerò il premio di correntista dell’anno. Pazienza.
Poi arriva Enzo Paci. Bravissimo. Due personaggi spettacolari Passadore e la mamma di Passadore. Non ve li posso spiegare perché li dovete vedere. Enzo ci piaci un sacco, davvero. (Anche su Colorado, eh!)
Poi arrivano Andrea Di Marco e la sua chitarra, ti rifà qualsiasi pezzo e ti fa cantare e scompisciare.
Gabri Gabra Daniele Ronchetti, ah, sì!!! Anche lui!! Sul palco dell’Alemante, rappava veloce con parole a caso. Nel senso date 10 parole a caso, lui ti faceva su il pezzo. Un mito. Gabri Gabra. Ora si è fatto più serio e con il vestito elegante è ancora più figo. Ma stasera ho scoperto che si è fidanzato con mezza Genova in un anno, quindi no, non fa per me.
Andrea Carlini, sposa un sacco di cause e facilmente va in trasferta, ma poi si pente. Andrea resta a Genova, che ti amiamo.
Chi mi manca. Ah..certo. Last but not least. Signore e Signori Antonio Ornano!!!! Dai, sì, quello che chiama la moglie crostatina, ma la odia (ma non è vero, dai, la adora), a Zelig, faceva il professore specializzato in animali (Prof. Tomaselli). Non lo avete presente? Male. Molto, molto male. (Non ci credo, comunque, lo trovate su Colorado il giovedì sera). Una volta l’ho incontrato a Brignole e io che non sono fisionomista, l’ho voluto salutare. “Ciao, Antonio”, cioè hai uno famoso vicino, lo saluti, no? Mi ha salutato, anche educatamente, ma secondo me si sta ancora chiedendo chi cazzo fossi. Antonio stasera sei mancato, tanto. Sei un mito.

Poi a rotazione sono sempre presenti ospiti internazionali (vabbé, ok, nazionali).
Stasera hanno beccato il povero Carlo Denei (cabarettista genovese di lunga data) che si faceva i fatti suoi, da spettatore e niente, ha dovuto salire sul palco!! L’ho detto che loro ti coinvolgono! E hanno fatto scomodare da Bergamo Nando Timoteo, che essendo del Sud, si è trovato la tipica platea Ligure stitica di risposte e risate, infatti è scappato!! Torna, possiamo essere meglio di così, sul serio. Sai, eravamo timidi! Scherzi a parte, bravissimo!
E poi! Bruno Desole alla fotografia (foto in evidenza estratta dalla loro pagina FB, di Bruno Desole) e video, Graziano Cutrona alla regia, bravissimo (autore televisivo e scrittore) e la mitica Arianna Traverso all’organizzazione generale e prenotazioni. Ma sbrigatevi perché i biglietti vanno a ruba  e il 19 gennaio ricominciano, tutti i venerdì alla sala chiamata del Porto ( che è appunto vicino al Porto, così qualcuno non fa domande stupide) alle 21.30 (vi dò un aiutino:  tel. 349 9145005 -via sms o dalle 17 alle 19)  e sulla loro pagina FB trovate anche le istruzioni per arrivarci. Quindi andate sulla loro pagina Facebook, mettete mi piace, seguite gli aggiornamenti e se vi manca la cioccolata, un partner per bumbizzare, la voglia di mettere le scarpette da corsa…Non vi resta che : Bruciabaracche!!!! (All night long…. se andate a vederli capirete…)

P.s. Non sono pagata!!  Sono solo una fan.
Anzi mi scuso se ho fatto omissioni o imprecisioni.

 

Perché ho voluto riproporre il post qui?
Molti dei comici citati non si limitano solo a recitare sul palco il venerdì sera (ovvio), ma sono artisti poliedrici che fanno tante altre cose e vorrei cominciare da questo articolo per potervi presentare il loro lavoro e il loro impegno, spesso anche nel sociale.
Quindi continuate a seguirmi per scoprire, di volta in volta, un’artista diverso e la sua peculiarità.
on stage
ph. Marco Marrè B.