CATTIVI NOI? L’altra faccia della favola

In questi ultimi due anni ho visto molti spettacoli teatrali, di vario genere e mi sono appassionata a questo mondo. Trovo che il teatro sia magico. Ti trasporta in un’altra realtà ma quando ne esci non ne sei mai completamente fuori. Qualcosa ti resta sempre appiccicato addosso e questo è merito degli attori. Quando ne ho la possibilità mi piace intrattenermi a parlare con gli artisti e fare loro domande su cosa li abbia spinti verso il teatro e cosa esso rappresenti per loro. Talvolta, per alcuni, calcare le scene è qualcosa di poco più di un passatempo, magari fatto con passione, ma a livello amatoriale, altre volte è invece pane quotidiano.

Sabato scorso ho avuto il piacere di vedere lo spettacolo ‘Cattivi noi?!? L’altra faccia della favola’ della Compagnia ‘La Corte dei Ratti’, scritto e diretto Teresa Vatavuk.

CATTIVI NOI?
Locandina

La stessa Teresa è interprete insieme a Francesca Margagliano, Chiara Gnecco e Martina Beccaro di questo divertentissimo spettacolo.

Teresa si è divertita a riscrivere le favole e a mostrarci una prospettiva differente. Le cose infatti potrebbero essere andate molto diversamente da come ce le hanno sempre raccontate e i cattivi potrebbero non essere davvero così cattivi.

Il risultato è un’ora e un quarto di esilarante recitazione in cui le quattro attrici si alternano sul palco nella reinterpretazione di alcune tra le favole più famose dando vita ad uno spettacolo unico.

Mi ha davvero colpito di queste bravissime ragazze quanto siano tra di loro diverse e allo stesso tempo complementari. Forse per questo lo spettacolo è brioso e non perde mai né tono né ritmo. Le scenette si susseguono velocemente e quasi quando ci si ritrova alla fine se ne vorrebbe ancora.

Gli applausi sono strameritati.

È stato osservato dal presentatore quanto sia particolare una compagnia di sole donne con attitudine comica e questo mi fa ha fatto riflettere.

Io non credo che la comicità sia appannaggio maschile, credo forse più ad un’abitudine a vedere gli uomini nei panni comici. Forse come in molti altri ambiti le donne soffrono dello stereotipo femminile per cui rivestire alcuni ruoli irriverenti, buffi o ‘abbruttenti’ non sia (stato) consono.

La figura femminile ingabbiata talvolta nell’obbligo di essere ‘piacente’ a tutti costi fatica a trovare spazi dove non deve esserlo per forza. Anzi dove la sua bravura sta nel superare il genere e appropriarsi del mestiere di attore, in questo caso comico.

Teresa, Francesca, Chiara e Martina in questo sono bravissime. Hanno una comicità pulita, mai volgare, fresca e diretta. La loro bravura è nella mimica, nelle battute, nell’interpretazione.

Se vi ho un po’ incuriosito questa è la loro pagina Facebook

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e questo il loro profilo Instagram

https://www.instagram.com/lacortedeiratti/?hl=it

Potrete rivedere ‘Cattivi noi?!?’ il giorno venerdì  10 maggio alle ore 21 al Teatro Bloser  e ve lo consiglio vivamente, oppure tenervi aggiornati per i nuovi spettacoli in arrivo. Pare che ce ne sia uno divertentissimo in programma per l’estate, per cui…seguitele!

Trovate Teresa anche nella scuola di recitazione Arti’s – Via Palmaria- per bambini e ragazzi e a breve anche corsi per adulti.

Io quasi quasi…un pensierino ce lo faccio. È già da un po’ che ci penso e sta a vedere che questa è la volta buona. Mi hanno davvero convinto!

Grimilde e lo specchio magico- Biancaneve

CATTIVI NOI?

Le sorellastre – Cenerentola

CATTIVI NOI?
Il lupo cattivo- I tre porcelllini

 

CATTIVI NOI?
Dama Gothel- Rapunzel

LA COLLINA DI SPOON RIVER E LE CANZONI DI ANDRE’

Alcune settimane fa ho avuto la fortuna e il piacere di assistere ad un’intima rappresentazione di un bellissimo spettacolo: La collina di Spoon River e le canzoni di De André.

In un teatro che è un salotto gli attori e la band ci hanno stregato e ammaliato con la loro interpretazione e la loro musica.

Sotto la regia e con l’adattamento di Lazzaro Calcagno lo spettacolo nasce dalla collaborazione del Teatro Il Sipario Strappato di Arenzano e dell’Antico Teatro Sacco di Savona.

Lo spettacolo sarà infatti messo in scena il 12 gennaio alle ore 17.30 e alle 21 all’Antico Teatro Sacco e il Venerdì 18 e sabato 19 gennaio alle ore 21 al Teatro Grande Il Sipario Strappato.

Quando ho deciso di assistere a questa rappresentazione non conoscevo l’Antologia di Spoon River, ma all’epoca di Google basta una ricerca per avere almeno una base di informazione.

L’antologia di Spoon River è una raccolta di poesie in forma libera e ognuna di esse è l’epitaffio di un defunto abitante di un’immaginaria cittadina- Spoon River appunto- che racconta sé stesso; pubblicata tra il 1914 e il 1915 da Edgar Lee Masters è in realtà ispirata ad alcuni dei veri abitanti dei paesini di Lewistown e Petersburg, vicino a Springfield nell’Illinois che si offesero tantissimo nel leggere le loro vicende e i loro inconfessabili segreti. Difatti nell’antologia i defunti parlano liberamente in prima persona delle loro vite, dei loro peccati e debolezze non avendo più nulla da perdere, poiché giacciono ormai nel cimitero locale.

Nell’edizione finale l’Antologia raccoglie ben 248 personaggi che descrive quasi tutte le categorie e le professioni umane.

Nell’epoca fascista Fernanda Pivano tradusse l’Antologia, innamorandosi dei versi di quel libro all’epoca proibito, pubblicato poi da Einaudi con l’improbabile titolo di Antologia di S.River; la Pivano pagò comunque con la prigione questa audacia, non rinnegandolo mai.

Nel 1970 un giovane Fabrizio De André lesse i versi dell’Antologia e riconoscendosi in alcuni dei personaggi scelse nove poesie e riadattandone il testo, le musicò, con la collaborazione di Giuseppe Bentivoglio e Nicola Piovani. Nacque così il suo quinto album di inediti : “Non al denaro non all’amore né al cielo” . (cliccando sul titolo riproduzione dell’album con Youtube).

Queste le sue parole, sul retro di copertina : «Avrò avuto diciott’anni quando ho letto Spoon River. Mi era piaciuto, forse perché in quei personaggi trovavo qualcosa di me. Nel disco si parla di vizi e virtù: è chiaro che la virtù mi interessa di meno, perché non va migliorata. Invece il vizio lo si può migliorare: solo così un discorso può essere produttivo.»

Nella rappresentazione le anime che parlano si alternano con la riproduzione dal vero dei brani del disco. Le anime sono interpretate dai bravissimi attori Antonio Carlucci, Sara Damonte, Antonella Margapoti e Manuela Salviati  che si avvicendano sul palco, passandosi come testimone un oggetto di uso comune, che si trova sulla scena in un baule. Le anime, gli attori, indossano uno scarno abito bianco, una testimonianza del loro essere ‘fantasmi’, ‘defunti’ e recitano con dolore e passione la loro testimonianza.  Le canzoni di  De Andrè sono riprodotte dal bravissimo Matteo Troilo e dal gruppo London Valour Tribute Band. L’insieme dà vita a uno spettacolo di forte impatto emotivo. I personaggi sono vividi e sinceri e quando l’esternazione del dolore di ognuno di loro diventa musica è quasi impossibile rimanere impassibili. I brani del disco vengono riprodotti tutti e nove, a partire da ‘La collina’, con il refrain ‘dormono, dormono sulla collina’ ripetuto più volte come filo conduttore passando per ‘Il suonatore Jones’ ( libertà, l’ho vista dormire nei campi coltivati… libertà, l’ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato) e ‘Un Giudice’  (cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, ve lo rivelan gli occhi e le battute della gente..) fino a finire con ‘Un ottico’ (non più ottico, ma spacciatore di lenti per improvvisare occhi contenti)  mentre i personaggi parlanti sono in numero maggiore, anche per dare voce ai personaggi femminili che nel disco non avevano avuto spazio. Incontriamo così Aner Clute, la prostituta, Sonia la russa, Minerva Jones, la poetessa e tante altre. Le loro voci ci raccontano la vita in una piccola cittadina rurale, mettendo a nudo le meschinità e la realtà, demistificandola.

attori, regista e band

Lo spettacolo è stato messo in scena per la prima volta per il 70° anniversario della traduzione dell’Antologia e riproposto arricchito e ampliato per commemorare il ventennale della scomparsa di Fabrizio De André, che ricorrerà il giorno 11 gennaio 2019.

Non posso quindi che consigliarvi caldamente questo spettacolo, sia per l’intensità degli attori che per la bravura della Tribute band, di cui ho apprezzato tantissimo voce e violino. In omaggio al giorno del ventennale della morte di Fabrizio De Andrè, la band London Valour (nome che prende spunto da una canzone di Andrè dedicata a una nave affondata davanti a Genova il 9/4/1970)  darà vita alle sue canzoni più belle presso il teatro Bloser venerdì 11 gennaio alle ore 21.

Per vedere lo spettacolo invece:

Sabato 12 gennaio ore 17.30 e ore 21 Teatro Sacco

INFO E PRENOTAZIONI

TEL: 331.77.39.633 – 328.65.75.729 EMAIL: [email protected] 

Venerdì 18 e sabato 19 gennaio (ore 21) – Teatro Grande Il Sipario Strappato

La biglietteria del Teatro Il Sipario Strappato è sempre aperta grazie a  Happyticket

La prevendita è possibile allo Iat di Arenzano

Inutile dirvi che ho scritto l’articolo ascoltando la bella voce di Faber e riscoprendo questo bellissimo album, che fa da colonna sonora a tutto lo spettacolo.

(…e il cuore impazzì e non ricordo da quale orizzonte sfumasse la luce…)

copertina del disco