ASPETTANDO ALEMANTE

Ci siamo. Finalmente è arrivato “quel sabato”, l’ultimo sabato del mese in cui da 16 anni si svolge l’Alemante Festival.

Io lo sapevo che mi sarei trovata davanti a questo spazio bianco e avrei dovuto riempirlo di bellissime parole e sapevo che avrei avuto la sindrome da pagina vuota, una specie di ansia da prestazione perché parlare dell’Alemante, ragazzi, mette un’ansia!

E invece sono qui e in effetti ancora non so cosa scriverò, ma lo devo fare. So di doverlo e volerlo fare.

La molla finale è stata incontrare Marco, un amico, stamattina alle 6 al bar, vestito da lavoro e senza necessità di spiegazioni gli ho chiesto:

“Vai a lavorare al piazzale?”  e lui: “E’ dalle quattro e mezza che lavoriamo e ha fatto anche una bella ramata di acqua!!”

Poi io, ancora :”Ma sei in ferie?” e lui: ” Sì, sì…” , come se fosse la cosa più naturale del mondo essere in ferie per fare un lavoro non retribuito durante la notte.

L’Alemante era nella top list degli articoli che volevo scrivere. Ci ho girato attorno dei mesi, facendo anche qualche riferimento qua e là, aspettando di scrivere l’articolo principe del blog. Quello definito cornerstone. E invece…non ne avevo mai il coraggio. Così sono arrivata a due giorni prima senza averlo scritto…

Ma avete idea di cosa sia questa Festa? Di cosa rappresenti per tutti i ragazzi che lo hanno fortemente voluto e che da 16 anni si sbattono perché immancabilmente l’ultimo sabato del mese di giugno noi ci si possa emozionare e tutte le volte stupire di quanto grande sia il loro amore per l’amico Alessandro Mantero? Mi sembrava impossibile poter parlare di tutto quello che si muove attorno a questo Festival, ma lo farò.

Proverò a spiegarvi cos’è e perchè è così importante.

Il 14 luglio del 2002 un sarcoma si porta via un ragazzo di soli 24 anni. Il suo nome era Alessandro Mantero (da cui AleMante) e lo descrivono come un ribelle e testardo, ma simpatico e divertente. Un ragazzo bello che tutte le ‘babbe’ più piccole guardavano ammirate con gli occhi a forma di cuore, come ben ci descrive, nell’articolo del  suo blog, questa ragazza che lo ha conosciuto.

Lui affronta la malattia e le sofferenze della cura con la stessa tenacia e caparbietà con cui aveva affrontato la vita fino a quel momento. Gli amici restano attoniti di fronte alla sua repentina scomparsa e non se ne capacitano, lascia un vuoto assordante intorno a sé che loro fin da subito decidono di riempire con una manifestazione in suo ricordo.

Io non ho conosciuto Alessandro perché non sono originaria di Pra’ e forse non lo avrei nemmeno incrociato sulla mia strada perché ci separano sette anni, ma da quando sono qui è come se lo conoscessi. Come se non se ne fosse mai andato e camminasse sempre al fianco di suo fratello e dei suoi grandi amici. Loro non lo hanno lasciato andare e ce ne trasmettono un ricordo indelebile ogni anno che passa.

Ho appreso della sua storia dal libro ‘Là dove il sole incontra il luna’ di Silvia Laguzzi, che grazie alle testimonianze di chi ha voluto raccontarle chi era Alessandro e perché è nato L’Alemante ha permesso a tutti  di conoscerlo e di capire profondamente quale macchina di solidarietà  enorme si muova tutti gli anni. Il libro è stato stampato nel giugno del 2015 e tutto il ricavato della vendita è devoluto all’associazione  Alemante Friends.

In realtà per capire dovete venire. Davvero. Non vi posso descrivere la magia. C’è un’energia quel giorno, ovunque, che è palpabile. La tensione è alle stelle, si spera che non piova, che tutto vada per il meglio, che il lavoro di tanti volontari di un anno intero non sia vanificato da un inconveniente o un contrattempo. La buona riuscita dell’Alemante è troppo importante per tutti.

L’Alemante è un Festival, una grande Festa all’aperto, organizzata nel parcheggio della stazione di Pra’: detta Fascia di rispetto. Il palco è immenso e vengono disposte migliaia di sedie. Ci sono gli stand per poter mangiare. Tanto tempo fa c’erano solo i focaccini di Crevari, ora la scelta è degna della miglior fiera: Agnolotti del @C.C.R.T di Tagliolo, Salsiccia, Patatine e Hot Dog del Comitato per la Valorizzazione del Ponente – Pra’, Stoccafisso e Baccala’, Birra servita rigorosamente nel bicchiere da riciclare. Lo spettacolo prevede una parte musicale offerta da Emanuele Dabbono, che nel 2010 ha anche regalato una canzone al Festival : Ora giochi ala, scritta appositamente per ricordare Alessandro e Mike from Campo, rapper in genovese, e i Demueluin. Il presentatore è Max Novaresi, accompagnato dalla bella Elizabeth Kinnear, attrice. Quest’anno avremo nuovamente le gradite incursioni della iena Mauro Casciari.

Il resto dello spettacolo è dedicato al Cabaret e sul palco si alternano i migliori comici del panorama genovese, ma non solo, ricco di talenti. Quest’anno il cast è a sorpresa, ma non resteremo sicuramente delusi perché chi sta alla regia e tira le fila di tutti gli artisti è il bravo  Graziano Cutrona, autore televisivo e scrittore, che da anni segue il Festival  e mette, come tutti gli altri artisti , ci tengo a ricordarlo, la sua bravura, il suo lavoro e il suo tempo a completa disposizione senza alcuna forma di remunerazione.

Poi tocca a noi. Tocca a tutti noi partecipare e contribuire con oblazione volontaria all’ingresso e consumando agli stand o acquistando una maglietta ricordo. A quel punto gli sforzi di un anno intero, il sacrificio di tanti amici che da 16 anni vogliono ricordare l’amico con qualcosa di buono, la generosità di tutti quelli che si adoperano regalando il loro lavoro (da chi pulisce la zona i giorni prima, a chi monta stand e tutto il necessario, a chi serve per tutta la sera birra e focaccini, a chi ha scritto, chi canta, chi suona, chi ci fa ridere, tutti ma proprio tutti) ricadono su di noi  e allora dobbiamo, abbiamo l’obbligo morale di aderire alla raccolta fondi per l’obiettivo 2018:

quest’anno l’obiettivo è l’acquisto di un ECOCARDIOGRAFO portatile per i reparti di ematologia, oncologia e tmo del’IRCCS Giannina Gaslini di Genova. Uno strumento utile nella cura dei piccoli pazienti del reparto, indispensabile per non spostare i bimbi dal loro letto.

Nel 2017, leggo dal loro pamphlet distribuito nelle attività commerciali di Pra’ che sostengono l’Alemante, ma visibile anche dal loro sito QUI , hanno raccolto 80.202,20 euro e consegnato ben 14 dispositivi medici o materiale a Gaslini, Croce Azzurra di Borzoli e associazioni. Tutto elencato, tutto documentato. Vi rendete conto dell’enormità della cosa?

Anno dopo anno raccolgono cifre considerevoli e comprano dispositivi medici, ambulanze, culle termiche, materiale. Non fanno mai offerte in denaro. Si pongono un obiettivo e cercano di raggiungerlo, anche grazie al successivo torneo di calcio con annessa pizza al forno a legna.

Non so se ora che sono arrivata in fondo abbiate capito perché temevo così tanto scrivere questo articolo. Innanzitutto si parla di un ragazzo che non c’è più: un figlio, un fratello, un amico. E’ tremendamente delicato affrontare questo tema e parlare di tutte quelle persone che oggi io conosco e che nel corso di questi 16 anni in modi e momenti diversi mi hanno raccontato qualcosa di Ale o del loro impegno come Alemante Friends. Loro lo fanno col sorriso, lo fanno con una forza incredibile, lo fanno con la voglia di tenere vivo il ricordo di Ale, ma io mi sento un’intrusa. Mi sembra di non essere titolata a parlare di questo meraviglioso incanto a cui assisto ogni anno. La notte si fa magica, le persone arrivano spensierate, mangiano, bevono, ridono tutta la sera, si scherza, si gioca e si raccolgono fondi. Poi arriva il momento che le luci si abbassano, lo schermo si illumina con le immagini di Ale, la chitarra parte, Dabbono intona le prime note di Ora giochi ala e improvvisamente senti la pelle d’oca. Senti che lui è lì. Che non se n’è mai andato e anche se non lo hai mai conosciuto lo saluti con le lacrime agli occhi e ringrazi col cuore tutti i suoi amici che ogni anno permettono a questa magia di accadere.

Venite sabato sera a Pra’, sabato 30 giugno 2018, a farvi rapire da questa magia.

Gli Alemante Friends vi aspettano.

E anche io, che col cuore in gola sono riuscita ad arrivare fino in fondo al mio articolo.

alemante 2018

 

 

 

 

MARCO RINALDI, UN TALENTO TUTTO GENOVESE

Ci sono quegli articoli che ho in mente di scrivere da mesi.

Sono nella mia lista fin dalla creazione del blog e sono solo in attesa del momento giusto.

L’attesa in parte è dovuta alla mia necessità di sentirmi preparata ad affrontare l’argomento, soprattutto se parlo di artisti che esercitano con passione la loro professione, e poi al mio timore reverenziale di non essere all’altezza.

Questo è uno di quelli. Sono mesi che preparo mentalmente questo pezzo e penso che sia giunto il momento di scriverlo per diversi motivi, che più avanti vi spiego.

La prima volta che ho potuto vedere Marco in azione è stato sicuramente sul palco dell’Alemante Festival (noto Festival di beneficenza che si svolge a Pra’ da 15 anni e che vedrà come sempre la nuova edizione a fine giugno)  in un’avventura di Fogna e Campana, interpretazione di due simpatici tossici persi, infestati dai parassiti, il cui modo di dire preferito è “Ma sei fuoooori?”  Alemante 2006, Fogna e Campana 

In realtà Fogna e Campana sono solo una delle manifestazioni artistiche del duo “Soggetti Smarriti”, composto oltre che da Marco Rinaldi anche dall’amico Andrea Possa: insieme una delle migliori espressioni della comicità genovese.

Lavorano in coppia dal 1991. Saliti sul palco per caso, per una convention aziendale, con il loro pezzo “Bentornato Colombo”, hanno consolidato la loro appartenenza alla tradizionale comicità ligure con la partecipazione nel 1994 al Festival Nazionale del Cabaret e non ne sono più sono scesi raccogliendo successi e contando ormai più di 2.000 spettacoli, dal vivo e in televisione.

MARCO RINALDI, UN TALENTO TUTTO GENOVESE
Andrea e Marco, agli esordi

La loro forza è quella di prendere spunto dall’attualità e farne satira, alternandosi tra di loro con un veloce ‘botta e risposta’ e concludendo uno le frasi dell’altro. Ne esce uno show sempre  frizzante, attuale, senza sosta e con battute esilaranti. Comunque alcuni cavalli di battaglia si riascoltano con piacere e fanno sempre ridere anche se li abbiamo già sentiti tante volte e di solito sono quelli che prendono in giro la nostra amata Genova e la nostra ‘genovesità’. Vedete lo sketch che inserisco QUI!

Un bel giorno, gli artisti, si sa, non sono mai sazi di palco e applausi, hanno deciso di ritagliarsi uno spazio tutto loro. Mi sembra di vederli Marco e Andrea, Lastrico e Andrea di Marco a confabulare attorno ad un tavolo di un bar, e in quattro e quattr’otto a tirar giù l’idea di base di uno degli spettacoli più divertenti e alternativi di Genova: i Bruciabaracche.

Sono ormai quattro anni che ogni venerdì ci fanno divertire a suon di battute e sketch divertenti e ogni volta lo spettacolo è diverso e ospita altri comici di Zelig e Colorado, oltre che ad alcuni abitué che potete leggere nella locandina qui sotto. A questo proposito vi invito a vedere la loro pagina Facebook e  a partecipare alla serata speciale che si terrà il mercoledì 16 maggio 2018 al Politeama Genovese. Il divertimento è assicurato!!

MARCO RINALDI, UN TALENTO TUTTO GENOVESE
locandina Bruciabaracche al Politeama

Certo che bisogna ammettere non hanno tenuto fede al loro nome di battesimo!! Infatti pare che Bruciabaracche sia un modo per indicare chi ‘arriva, fa, brega e imbelina e poi scappa’ , chi comincia e non finisce, chi è poco affidabile, quindi. Non è il loro caso; amano definirsi ‘cialtroni’, ma questa loro autoironia ce li fa amare ancora di più. Sono un’adorabile costante della comicità genovese, ormai.

Nello specifico il mio articolo di oggi però si occupa di Marco Rinaldi, che ho appunto conosciuto prima sotto forma di comico, poi ho potuto apprezzare come narratore e scrittore e infine,ma non ultimo, come persona eccezionale.

Ho infatti scoperto solo in seguito che Marco oltre a far parte del duo comico e del mondo del Cabaret parallelamente inseguiva il suo sogno di raccontare storie. E ho anche scoperto che lo sa fare molto bene.

Sono partita partecipando nel 2016 al crowdfunding per il suo libro ‘Centottanta, racconti in tre minuti e altre storie’ e andando ad ascoltare le ‘Storie Superbe’, narrazione di una sezione del libro Centottanta, che tratta di fatti reali e curiosità sulla nostra città, Genova.

Benché questo sia il quarto dei suoi libri contiene il racconto ‘Opizzino’, che forse è all’origine del suo amore per la narrazione e della ricerca e scoperta dei fatti che narra. Immaginiamo allora un giovane Marco, che tempo addietro, forse proprio in gioventù, si incuriosisce per una lapide di marmo inserita sulla facciata di un palazzo in Via San Siro che riportava:

Opizzino D’Alzate tiranno

per impeto di popolo

qui perdeva lo stato e la vita

1436

Non avendo il web a disposizione  pur di sapere cosa si celasse dietro a tale scritta inizia una personale ricerca e comincia a tirare giù libri e tomi dagli scaffali delle biblioteche.

Ispirato a suo tempo dal monologo sulla tragedia del Vajont di Marco Paolini, incoraggiato dal regista Lazzaro Calcagno, direttore del Sipario Strappato di Arenzano, con cui aveva già lavorato, approfondisce le sue ricerche sui personaggi e sugli eventi legati alla storia di Genova, forte del fatto che la nostra città vanta, unica al mondo, dei libri speciali: gli Annali della Repubblica di Genova, ossia una trascrizione fedele e minuziosa di tutto ciò che accadeva tra le mura (e fuori, per mano dei genovesi) per scriverne una sua personale versione da narrare (quello che diventerà Storie Superbe).

Ma il destino volle che in una delle sue visite in biblioteca si imbattesse in un grosso tomo in due volumi contenente racconti in prima persona della Resistenza a Genova, Medaglia d’Oro al Valor Militare e nello scorrere l’indice delle persone coinvolte nei fatti lesse proprio quello di suo nonno, partigiano.

Nasce così ‘Cenere’, suo primo libro edito nel 2011 e più volte rappresentato, anche nelle scuole.

La storia del nonno è compresa nel libro e narra di un ‘piccolo episodio, che ha valore immenso’ e ovviamente per lui che l’ha sempre sentita raccontare in famiglia donarcela è un grande piacere e onore.

Vi confesso che ho assistito ad una narrazione di Cenere ed è estremamente emozionante. I racconti sono reali e lui è bravissimo, il modo in cui li espone, i tempi, le espressioni, i movimenti: tutto ti trasporta lì, nell’aprile del 1945 a trattenere il fiato con suo nonno, allora giovanissimo, a San Simone, o a fare il tifo per Machine Giver, eroe di Cornigliano, o ad avere l’affanno con Renato, il Maratoneta di Uscio. Alla fine la lacrima all’occhio non l’avevo solo io, e meno male! sennò mi sarei sentita la solita sciocca sentimentale.

Nel 2014 esce , Verdeoro, in cui coniuga altre due passioni, lo sport, il calcio, e la musica. Anche in questo caso la modalità è la stessa. Cercare, trascrivere e narrare piccole, apparentemente insignificanti storie, e renderle uniche. Quello che fa Marco con questi racconti è scovare il lato umano di certe storie e cercare di trasmetterci emozione. Che sia un calcio di punizione, la composizione di una celebre canzone, una finale di mondiale o un orfano scappato da una fattoria lager lui trasforma tutto in narrazione leggera, a  volte scanzonata, a volte commovente. E te la fa rivivere.

Potreste scoprire come è nata questa canzone, per esempio (ascoltatela almeno fino al minuto 1,30!) e da quando ho letto la storia a mio figlio e gli ho fatto ascoltare la canzone ogni tanto sento che se la canticchia.

Nel 2015, sempre insieme a Lazzaro Calcagno, assembla alcune storie scovate durante la stesura di Cenere, con alcune testimonianze e altre storie di eccellenze femminili e scrive Mimose, spesso rappresentato sui palchi per l’otto marzo, Giornata Internazionale della Donna, per ricordare le caratteristiche comuni di alcune donne eccezionali, ma bagaglio anche di tante di noi: coraggio, determinazione e altruismo. Troverete le storie della partigiana Alice di Campomorone, di Analia, figlia di desaparecidos argentini, di Rosa Maria, una suora venuta dalla Liguria per conoscere nell’altra parte del mondo un famoso bandito, di una donna coraggiosa che salva bambini nell’epoca nazista: Irene Sandler e tante altre ancora. Ognuna di queste storie ruberà un pezzetto del vostro cuore.

MARCO RINALDI, UN TALENTO TUTTO GENOVESE
I suoi libri

Non compare nella mia foto l’ultimo libro del 2018, Stravagando, raccolta dei suoi racconti riguardanti la musica con alcuni pezzi inediti, perché non è ancora in mio possesso, anche se ho potuto leggere la stesura in anteprima!

Fa parte di questi racconti tutta la sezione narrativa Sir Paul , spettacolo teatrale dedicato al baronetto Paul McCartney, in cui il suo lato umano viene narrato ed esaltato insieme alle sue qualità musicali.

Trovate comunque tutte le notizie e il link per comprare i libri di cui vi ho parlato, oltre che al calendario di tutti i prossimi  appuntamenti in cui potrete vederlo, in una delle sue diverse vesti da comico e narratore sul suo sito www.marcorinaldi.biz.

Ma eccomi alla parte finale che è stata la molla che mi ha spinto a scrivere finalmente questo articolo, era ora!

Marco sta scrivendo un nuovo libro!

Sta raccogliendo le avventure di Fogna e Campana, coadiuvato dall’amico Andrea, e anche diverse testimonianze di colleghi e personaggi dello spettacolo che confermeranno una cosa pazzesca: Fogna e Campana esistono davvero! I nostri simpatici amici tossici vivono così di vita propria e si possono fregiare dell’amicizia di diversi VIP, scopriremo come e perché…e io sono molto curiosa, a  dire il vero. Troveremo inoltre foto e dialoghi, sì, i loro dialoghi surreali, a completare questa biografia del duo di storditi. Ma simpatici.

Potete partecipare al crowdfunding e prenotare già la vostra copia, ecco l’indirizzo:

PRENOTA LA TUA COPIA!

MARCO RINALDI, UN TALENTO TUTTO GENOVESE
Fogna e Campana

Renato Zero, nella sua canzone ‘Infiniti Treni’, prima traccia dell’album Soggetti Smarriti, (casualità di un titolo), canta  ‘Le occasioni sono treni, infiniti treni’. Da quella prima volta sul palco sono passati ormai quasi vent’anni e si può dire che l’occasione ha fatto l’uomo… attore; Rinaldi ha deciso di dedicare ora, dopo anni condivisi con un’altra attività, tutto il suo tempo alla sua professione di narratore, scrittore e attore. Quando un sogno diventa realtà.

L’articolo è finito, ma nonostante tutto mi resta una curiosità, a cui spero mi verrà data risposta.

Ma dei due soggetti in foto, chi è Fogna e chi è Campana?

Spero che il nuovo libro mi chiarisca il dubbio e spero di essere stata all’altezza nel raccontarvi perché sono diventata una fan di Marco Rinaldi, un talento tutto  genovese.

 

Le immagini dell’articolo sono tratte dal web.

I BRUCIABARACCHE

Il cabaret a Genova.

Questo post l’ho scritto di notte, dopo lo spettacolo del 26 dicembre. L’ho scritto con l’intenzione di pubblicarlo qui, ma ancora non avevo aperto il blog e l’ho pubblicato sul mio profilo Facebook. Adesso mi sembra giusto riproporlo e chiedervi anche di condividerlo il più possibile perché la comicità a Genova è una cosa seria e dobbiamo farla conoscere a tutti!

Mi sono permessa solo qualche piccola modifica, rispetto a quello scritto alle tre di notte!

 

A me piace scrivere di emozioni, ma ridere non è un emozione, semmai è un azione. Però credo che sia l’azione che più si avvicina alla felicità.
Perché?
Dicono che ridere liberi le endorfine e questo ci faccia sentire bene. Anche mangiare il cioccolato libera le endorfine, ma fa pure male, ingrassa e fa venire i brufoli; anche fare l’amore libera le endorfine, ma non sempre è possibile. Ci vuole il partner, poi il tempo… poi la giusta atmosfera. Vabbé…
Anche correre libera le endorfine, ma io non corro nemmeno se mi insegue un leone e, pazienza, il leone avrà le endorfine a mille per una sera. Con la panza piena.
Quindi non mi resta che ridere.
Questo è il motivo per cui vado a vedere i @Bruciabaracche
Stasera avevo due posti prenotati, poi l’influenza bastarda ha messo ko la mia amica e siccome avere un posto prenotato ai Bruciabaracche è molto ambito ho scritto qui per vedere se qualcuno si volesse unire a me (e belin mi avete fatto andare da sola, ma peggio per voi!).
Ma… forse non tutti sanno cosa è o chi sono i Bruciabaracche.
Ecco. Ve lo spiego. Avete tempo, vero? Non sarò breve.
Ho conosciuto tanto tempo fa, ma non così tanto poi, Andrea Possa, accompagnato da Bruno Desole, sapevo di averlo già visto… ma non mi veniva in mente. E pensa che ti ripensa alla fine mi ha illuminato, hai presente “La Lella??” “Ma sssei fffuori?” No, eh, ancora non avete capito? Andrea è una metà dei Soggetti Smarriti. L’altra metà è Marco Rinaldi. Non solo comico. Anche scrittore. Ebbene, loro li vedevo da anni sul palco dell’Alemante e li ho sempre adorati. La loro interpretazione di Fogna e Campana è magistrale (non solo quello, ovviamente).
Così Andrea mi ha parlato di questo spettacolo, dove loro si presentano vestiti eleganti, che è una loro caratteristica, e insieme ad altri si alternano sul palco, con sketch vari.
Un cabaret, insomma.
Ma i Bruciabaracche sono unici. Primo perché l’affiatamento tra di loro è speciale, secondo, ridono con te. Sono contagiosi.
Si alternano sul palco:
Oltre ai già citati Andrea Possa e Marco Rinaldi: Daniele Raco, a cui vorrei dire, che sì, l’impiegato di banca ha chiamato anche me per uno sconfinamento di 20 euro, ma io ho iniziato molto prima di lui ha essere ehm, vera e sincera. E un po’ cattiva. Non vincerò il premio di correntista dell’anno. Pazienza.
Poi arriva Enzo Paci. Bravissimo. Due personaggi spettacolari Passadore e la mamma di Passadore. Non ve li posso spiegare perché li dovete vedere. Enzo ci piaci un sacco, davvero. (Anche su Colorado, eh!)
Poi arrivano Andrea Di Marco e la sua chitarra, ti rifà qualsiasi pezzo e ti fa cantare e scompisciare.
Gabri Gabra Daniele Ronchetti, ah, sì!!! Anche lui!! Sul palco dell’Alemante, rappava veloce con parole a caso. Nel senso date 10 parole a caso, lui ti faceva su il pezzo. Un mito. Gabri Gabra. Ora si è fatto più serio e con il vestito elegante è ancora più figo. Ma stasera ho scoperto che si è fidanzato con mezza Genova in un anno, quindi no, non fa per me.
Andrea Carlini, sposa un sacco di cause e facilmente va in trasferta, ma poi si pente. Andrea resta a Genova, che ti amiamo.
Chi mi manca. Ah..certo. Last but not least. Signore e Signori Antonio Ornano!!!! Dai, sì, quello che chiama la moglie crostatina, ma la odia (ma non è vero, dai, la adora), a Zelig, faceva il professore specializzato in animali (Prof. Tomaselli). Non lo avete presente? Male. Molto, molto male. (Non ci credo, comunque, lo trovate su Colorado il giovedì sera). Una volta l’ho incontrato a Brignole e io che non sono fisionomista, l’ho voluto salutare. “Ciao, Antonio”, cioè hai uno famoso vicino, lo saluti, no? Mi ha salutato, anche educatamente, ma secondo me si sta ancora chiedendo chi cazzo fossi. Antonio stasera sei mancato, tanto. Sei un mito.

Poi a rotazione sono sempre presenti ospiti internazionali (vabbé, ok, nazionali).
Stasera hanno beccato il povero Carlo Denei (cabarettista genovese di lunga data) che si faceva i fatti suoi, da spettatore e niente, ha dovuto salire sul palco!! L’ho detto che loro ti coinvolgono! E hanno fatto scomodare da Bergamo Nando Timoteo, che essendo del Sud, si è trovato la tipica platea Ligure stitica di risposte e risate, infatti è scappato!! Torna, possiamo essere meglio di così, sul serio. Sai, eravamo timidi! Scherzi a parte, bravissimo!
E poi! Bruno Desole alla fotografia (foto in evidenza estratta dalla loro pagina FB, di Bruno Desole) e video, Graziano Cutrona alla regia, bravissimo (autore televisivo e scrittore) e la mitica Arianna Traverso all’organizzazione generale e prenotazioni. Ma sbrigatevi perché i biglietti vanno a ruba  e il 19 gennaio ricominciano, tutti i venerdì alla sala chiamata del Porto ( che è appunto vicino al Porto, così qualcuno non fa domande stupide) alle 21.30 (vi dò un aiutino:  tel. 349 9145005 -via sms o dalle 17 alle 19)  e sulla loro pagina FB trovate anche le istruzioni per arrivarci. Quindi andate sulla loro pagina Facebook, mettete mi piace, seguite gli aggiornamenti e se vi manca la cioccolata, un partner per bumbizzare, la voglia di mettere le scarpette da corsa…Non vi resta che : Bruciabaracche!!!! (All night long…. se andate a vederli capirete…)

P.s. Non sono pagata!!  Sono solo una fan.
Anzi mi scuso se ho fatto omissioni o imprecisioni.

 

Perché ho voluto riproporre il post qui?
Molti dei comici citati non si limitano solo a recitare sul palco il venerdì sera (ovvio), ma sono artisti poliedrici che fanno tante altre cose e vorrei cominciare da questo articolo per potervi presentare il loro lavoro e il loro impegno, spesso anche nel sociale.
Quindi continuate a seguirmi per scoprire, di volta in volta, un’artista diverso e la sua peculiarità.
on stage
ph. Marco Marrè B.