STORIE DI [email protected], flirtare 2.0

Prima di iniziare a leggere vi chiedo di farvi una domanda. “Sono dotato/a di ironia?”.Perché altrimenti vi prego di NON leggere!! Il post vuole essere appositamente leggero, divertente, scherzoso ed esagerato senza particolare acrimonia.

Avete presente quando vedete due ragazze a un tavolino ridere quasi con le lacrime agli occhi e vi state chiedendo cosa si stiano dicendo? Ecco, forse  si stanno raccontando una cosa come questa.

Donna1 :”Allora, con quello che ti ha contattato come è andata?” e ti aspetti, come sempre,  la risposta fiume e molto dettagliata…

Donna2: “Ora ti racconto. Dopo i primi convenevoli su nome, zona di abitazione, tipo di lavoro è partita a tradimento la domanda: ‘Ti posso chiamare?’, che poi è già tanto che lo abbia chiesto, ma la risposta è sempre e comunque :’NO’. Lo sai che non amo sentire al telefono persone che non conosco dal vivo. Che poi invece c’è sempre quello che ti inonda di vocali e tu rispondi imperterrita con messaggi scritti, finché la volpe di turno non insiste con ‘Ma tu un vocale non me lo fai?’ Eh no, caro, se non l’ho fatto finora un perché ci sarà. Alcuni insistono e a quel punto chiudo la trasmissione. Che ne so, mi urta, cosa ci posso fare?”

Donna 1: “Niente, che ci vuoi fare? Se ti urta, ti urta…”

Donna2 : Ma vabbè, andiamo oltre. Io questo lo piazzo nella categoria numero uno, che è quella del : ‘non perdiamo tempo’. Che già tutta questa fretta un minimo di sospetto me lo dovrebbe far venire, assieme alla foto del profilo fatta da lontano, con occhiali a specchio e palesemente del millennio scorso. Quello che in foto ti pareva un bel Tom Cruise stile Top Gun immancabilmente ti si rivelerà canuto o calvo, dall’aspetto trasandato, col fascino di un sedano appassito. Fin qui niente di male se non che nella loro presentazione si proclamano come : ‘un bell’uomo’. A detta degli altri. Ma gli altri chi? I cecati?

Comunque, dicevo, categoria numero uno: ‘Ci sentiamo, ci scriviamo, ci sei, sei connessa, ehi che stai facendo??’

Donna 1: Mamma…che ansia!!

Donna 2: Appunto!! E tu, ‘Eh, un attimo, sono ancora al lavoro,devo ancora fare la spesa, una commissione, fare la lettiera del gatto,andare in palestra, fare una doccia…’
Ah, no!! La doccia no!! Mai dire via chat ad un uomo che devi fare una doccia, perché a quel punto la sua libidinosa fantasia si è già scatenata.
Infatti scatta immediata la domanda con allegato emoticon con linguetta vogliosa di lato: ‘Sotto la doccia??’.
Con un sospiro e una maledizione a te stessa per aver beccato il solito sfigato lo seghi con un ‘Doccia finita’.
Che poi lo sai che non puoi trovare su Tinder un fulmine di guerra e allora pazienti e conti fino a 10. Cioè gli passi almeno 10 cazzate dopodiché ti senti autorizzata a cancellarlo e a non dargli nemmeno la possibilità dell’incontro.
Per il mio metro di giudizio qui siamo già al secondo passo falso.
Andiamo avanti.
Il tipo ‘presto, presto’ propone già un pizza, bontà sua! Non un caffè, un aperitivo, una passeggiata, ma una pizza, in locale tipico napoleteno. E qui forse guadagna mezzo punto, ma subito dopo, sbababam!! Ti butta lì una frase tipo ‘Così si TRAE GODIMENTO dalla degustazione’ con chiara allusione sessuale che sei indecisa se cancellare il mezzo punto o asseverare la sparata come terza cazzata. Propendo per la seconda ipotesi, però faccio finta di niente e commento con un ‘Ah, ah’ che vuol dire tutto e vuol dire niente, ma fa chic e non impegna.
Donna 1: “Ma davvero ha scritto così? Sul serio? Con questa confidenza?”
Donna 2: “Ma non ci credi? Aspetta che prendo il telefono e ti faccio vedere.”
Armeggia con i tasti e il display mostra impietoso la chat incriminata, fornendo la prova nero su bianco e doppio baffo blu dello scambio di messaggi.
Donna 2: Sì, ma non è finita. Dopo gli accordi sulla pizza, luogo, data, ora, etc ‘tipo presto, presto’ si lancia sulle domande imbarazzanti. Secondo lui. Per me sono inutili, ma se vuole rispondo. Spara, gli scrivo, e lui: ‘Come mai separata? ‘ E poi si risponde da solo: ‘Marito incompetente, immagino’. E se lo sai perché me lo chiedi? Mannaggia a te! Ma si vede che ci tiene a conoscere il mio passato. Io in realtà no, ma lui invece mi confessa di essere stato con una schizofrenica e una ipercalittica.
Una che?? Ipercosa?? Che malattia è? E mentre mi faccio dieci film strani su cosa diavolo sia, inforco l’occhiale e leggo meglio, ipercattolica. Ah!  Una che vedeva il sesso come una maledizione. Uh! Sempre in chiesa. Tutte le messe. Per dieci anni. Senza prenderla. Oh, poverino, che sfiga. Tra le righe leggo, ‘e ora mi devo rifare’.
Donna 1: ride… per forza…​
Donna 2: “Ma non è finita. Purtroppo.Tra una chiacchiera amena e l’altra arriva la fatidica domanda, che possiamo annoverare come cazzata sgradita numero quattro.
‘A fisico come sei messa?’
‘Ma che domanda è?’
Al che pensando che sono tonta mi specifica: ‘Alta/bassa/intermedia?’. Se poi mi quantificate l’intermedia mi serve anche per il futuro, grazie. Sia mai, in un curriculum di lavoro… statura intermedia, inglese da medie…
Gli rispondo che avevo compreso, ma che secondo me la domanda non è proprio carina. Insomma, noi donne sul nostro fisico siamo un po’ permalose, ecco. Ci devi prendere come siamo, sennò puoi anche andare affanculo.”
Donna 1: “Ok -ridendo- ma poi gli hai risposto?”
Donna 2: “Sì, arrivo al punto che voglio vedere dove vanno a parare, così gli ho detto la mia altezza. Ma non faccio in tempo a riprendermi da questa che mi arriva la quinta cazzata. ‘Come ti vesti? Casual, elegante, sexy?’ , gli lascio il beneficio del dubbio e continuo come se non avessi colto e rispondo vaga che ancora non so, ma lui no! Deve affondare il coltello nella piaga! ‘Certo che sexy e raffinata, ma non puttanesca saresti apprezzatissima’. Miiiii, ma che cazzz….non sono mica una pastasciutta!! Conto fino a sei. La mia pazienza si sta esaurendo, ma respiro profondo tipo yoga, prendo prana e  dò prana,  e ribatto. ‘Anche tu’. Proviamo a rilanciare. Lui risponde che farebbe ridere e non riesco ad evitare la presa per il culo: ‘Perché sei un clown?’
Donna 1: Certo che ne hai di pazienza, ma perché non lo hai mandato a stendere?
Donna 2: “Te l’ho detto, conto fino a dieci…Ma ascolta, la mattina dopo, quella che lui chiama gloriosamente ‘il giorno della pizza’, finalmente se ne esce con il suo peggio. Cito verbalmente, anzi guarda qui: ‘Comunicazione di servizio: io sono 1.91 m, tu 1.65 m … se stasera ti mettessi delle splendide calzature tacco 12?-Emoticon sbavante-.’
Io allibita. Lo so, lo so, avrei dovuto chiudere lì, sul momento, anche se eravamo solo alla cazzata numero sette, ma la mia anima polemica ribatte e digito veloce ‘Normalmente dici alle donne come si devono vestire, che scarpe mettere e magari anche cosa dire?’
Punto sul vivo. ‘Assolutamente no, ma era una considerazione pratica, poi ovviamente fai quello che ti pare’, Ha istigato la bestia che c’è in me! E così parto all’attacco:  ‘Potrei invece chiederti di arrivare in ginocchio per farmi sentire a mio agio, per praticità’!!!
Il suo spirito di conservazione lo fa per fortuna desistere da ulteriori considerazioni
suicide e gli concedo quindi ‘sta pizza, pur titubante.
A fine serata la sua frase conclusiva è stata: ‘Stasera pago io perché ti ho invitato, poi semmai dalla prossima volta paghiamo a metà’. Numero ottooooooo!!!
Peccato, sei ottimista, ma questa dote stasera non ti serve.
Per fortuna era brutto, ma così brutto che non ho nemmeno avuto il dubbio di dover far finta di dimenticare tutte ‘ste cazzate in un colpo solo.
Ah. La singletudine… che male che fa.
P.s. Nessun uomo è stato maltrattato per la stesura di questo post
P.p.s Nessuna donna è stata maltrattata per la stesura di questo post.
Si certifica che non è stato violato alcun articolo delle Convenzioni di Ginevra.
Ogni riferimento a persone o cose realmente esistito o esistente è puramente casuale.
Precedente TRANSGENDER, UNA STORIA DA VICINO Successivo GOURDON, IL NIDO D'AQUILA IN PROVENZA