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L’albero di Giuda

Eccomi di nuovo con un invito a guardarvi intorno.

Questo tipo di post non vuole avere la pretesa di raccontare chissà che, ma piuttosto di esortarvi  a vedere la bellezza di ciò che ci circonda.

La bellezza c’è anche dove parrebbe non esserci.

Lo so che a volte è davvero difficile. Siamo stanchi, nervosi, preoccupati. Ci svegliamo già con il piede sbagliato, arrabbiati di avere giornate una uguale all’altra e arrivare a sera sfiniti. È normale che in alcuni momenti della vita ciò sia inevitabile, ma altre volte può dipendere da noi.

Il mio umore, al mattino, quando vado a prendere il treno non è mai dei migliori. Non amo alzarmi presto e inizio anche a essere un po’ stufa dopo tanti anni di fare la pendolare. Ma al momento non ho alternative, devo lavorare e non posso spostarmi dalla periferia in cui abito.

Però questo periodo dell’anno offre cose belle da vedere. Invece di rimuginare sui brutti pensieri mi guardo in giro e mi accorgo che sono già fioriti quei bellissimi alberi nel posteggio della stazione.

Tempo fa mi sono chiesta cosa fossero. Sembrano alberi di pesco, per il colore rosa acceso della fioritura ma ovviamente non ho mai visto pesche mature nel posteggio! Così ho fatto una ricerca e ho scoperto che…

Si tratta dell’albero di Giuda. È una leguminosa e i suoi fiori si possono addirittura mangiare!

Si può chiamare anche Siliquastro (nome botanico Cercis siliquastrum). Il suo nome volgare deriva dalla regione della Giudea, nel vicino Oriente, ma pare che vi sia anche una leggenda legata a Giuda Iscariota, da cui far discendere il nome della pianta.

Si narra infatti che Giuda tradì Gesù sotto questo albero, con il famoso bacio,e che poi vinto dal rimorso vi si impiccò.

Di sicuro l’albero di Giuda ha una fioritura che non passa inosservata: i fiori sono rosa scuro, quasi lilla e spuntano direttamente sulla scura corteccia nuda ancor prima delle foglie fino ad avvolgere completamente i rami. Il tempo di fioritura va da marzo ad aprile, quindi in corrispondenza con il periodo pasquale. Perciò le antiche leggende fanno riferimento a questo albero: la fioritura rimanda alla passione di Cristo, i paramenti della liturgia pasquale sono dello stesso colore, le bacche sono di un acceso rosso vivo, ricordando il sangue.

Ho scoperto che questo bellissimo albero viene appositamente utilizzato nei parchi e nei giardini, perché oltre che essere ornamentale, è molto forte. Ha bisogni di pochissima cura ed è molto resistente all’inquinamento atmosferico, rendendolo adatto alle città. Può stare in un clima molto caldo oppure moderatamente freddo, necessitando di davvero poca acqua nelle torride estati.

Cresce lentamente e può arrivare fino a 10 metri.

La curiosità più saliente è che i sui fiori sono edibili. Si possono mettere in insalate o minestre.

Il loro sapore è infatti dolce, ma leggermente acido e contrasta magnificamente con gli altri ingredienti.

Ecco un esempio di utilizzo:

Marmellata di fiori

Ingredienti

500 grammi di fiori

400 grammi di zucchero

1 bustina di pectina

Succo di mezzo limone

1 litro di acqua

Raccogliere i fiori all’inizio di aprile, prima che si siano schiusi completamente. Mettiamoli in una pentola con l’acqua e portiamo a bollore, mantenendolo per 10 minuti. Lasciamo in infusione per almeno 12 ore e infine filtriamo con un colino a maglie fitte. Aggiungiamo l’equivalente del peso complessivo in zucchero, la pectina e poco succo di limone. Facciamo cuocere fino a quando avrà raggiunto la giusta consistenza.

Ecco, ogni cosa che ci circonda ha una storia. A me piace scoprire queste storie. Non cambieranno la mia vita, ma forse mi strapperanno un sorriso.

E voi? Avete visto un albero di Giuda ultimamente?

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